Cronologia

1983

1983

Saint Phalle si trasferisce nell’Imperatrice, concepita sotto forma di sfinge, che le servirà da atelier e da abitazione per i sette anni successivi, periodo durante il quale lavora instancabilmente per portare a termine il Giardino.

Dok van Winsen, aiutato da Tonino Urtis, salda il secondo gruppo di sculture architettoniche: L’Imperatore, La Torre, La Giustizia, la cappella e Il Papa (che Niki de Saint Phalle descrive come « la scultura preferita di Jean in tutto il Giardino »).

Saint Phalle incontra nel 1980 Pierre Marie Lejeune a Parigi, nell’atelier dove fa realizzare le sue sculture; lo aveva ingaggiato per aiutarla a dipingere le opere destinate alla Fontaine Stravinsky. Nel 1983 Lejeune si reca per la prima volta al Giardino dei Tarocchi.

Gérard Haligon e Pierre Marie Lejeune dipingono Il Sole durante l’estate del 1983; sarà il primo incarico di Lejeune al Giardino.

Tra il 1983 e il 1995, Lejeune si recherà al Giardino dei Tarocchi quattro o cinque volte all’anno.

Saint Phalle decide poi di utilizzare la ceramica, oltre agli specchi e al vetro, per ricoprire le sue sculture.

Lejeune lavorerà con lei per anni alla ricerca di nuovi vetri e specchi, viaggiando in Polonia, Cecoslovacchia, Francia, Germania, Belgio, Italia e Stati Uniti, e facendo produrre questi materiali appositamente secondo le sue specifiche.

Mette a punto un procedimento per ricoprire le sculture con mosaici e assume la sua allora moglie, Isabelle Dunoyer de Segonzac, per dirigere un atelier dedicato a questo scopo.

Per la ceramiche, il suo amico e assistente Ricardo Menon le presenterà Venera Finocchiaro, professoressa di ceramica originaria di Roma.

«Venera stava per diventare la ceramista del Giardino; si è dedicata completamente al suo lavoro», scriveva Saint Phalle. «Viveva nel Giardino e ha esaudito il mio desiderio di creare oggetti unici che non erano mai esistiti prima nell’arte della ceramica. Le sue magnifiche opere parlano da sole.»

1984-85